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Covid 19: attività vietate, attività consentite dal 28 MARZO 2020

Il punto sulla proroga del versamento delle imposte.

Il punto dopo il Decreto MISE 25 marzo 2020

Il Mise, di concerto con i sindacati, ha rivisto l’elenco delle attività cui è consentita la prosecuzione, modificando l’allegato 1 al D.P.C.M. 22 marzo 2020. Prima di addentrarci nei dettagli di questa ennesima modifica, riepiloghiamo i capisaldi:

Commercio di vicinato, attività di ristorazione e servizi alla persona –

Queste attività sono sospese in forza del D.P.C.M. 11 marzo 2020. Si presti attenzione al fatto che il Decreto 11 marzo resta pienamente in vigore, anche per quanto riguarda le eccezioni – allegato 1 e 2 – al Decreto stesso.

Di conseguenza, per esempio, prosegue l’attività degli esercizi che vengono alimenti (commercio, allegato 1), così come prosegue l’attività delle pompe funebri (servizi alla persona, allegato 2). Queste attività, anche se sospese, possono proseguire nelle vendite di beni e somministrazione alimenti e bevande ma esclusivamente a domicilio, nel rispetto delle norme igienico sanitarie. Le attività di servizi alla persona, invece, a meno che non siano incluse nell’allegato

non possono essere esercitate, nemmeno a domicilio (es. parrucchiere).

Per queste tre macro classi economiche, quindi, vale e continua a valere esclusivamente il DPCM 11 marzo 2020, nella sua interezza.

 

Attività diverse da quelle disciplinate dal D.P.C.M. 11 marzo 2020 – Per quanto riguarda tutte le attività diverse da quelle disciplinate dal D.P.C.M. 11/03/2020, le stesse sono state sospese con D.P.C.M. 22/03/2020.

Il D.P.C.M. 22 marzo 2020 prevedeva:

  • Un elenco di attività essenziali – allegato 1 – autorizzate alla prosecuzione;
  • Che le attività non autorizzate alla prosecuzione dovessero chiudere entro il 25 marzo, completando le ultime consegne e i passaggi necessari alla chiusura
  • Una serie di eccezioni, già meglio analizzate in precedenza: proseguono le attività professionali e possono proseguire le attività non autorizzate, se indispensabili ad attività essenziali, previa comunicazione al Prefetto.

Il Decreto Mise 25/03/2020, lasciando del tutto invariato il testo del D.P.C.M. 22/03/2020, ha tuttavia disposto la riscrittura dell’allegato 1 al decreto stesso.

In sostanza, rispetto a quanto inizialmente previsto il 22 marzo, nuove attività sono state incluse in quelle autorizzate, mentre altre, prima autorizzate, ora non lo sono più.

Le disposizioni del decreto MISE producono effetto dalla data del 26 marzo 2020, ma le imprese costrette alla chiusura in forza della nuova formulazione delle attività consentite, dovranno sospendere l’attività entro il 28 marzo 2020, posto che viene loro concesso 3 giorni per porre in essere tutte quelle azioni che si rendono necessarie a sospendere l’attività, inclusa la spedizione della merce giacente.
Per meglio identificare cosa è cambiato rispetto alla prima formulazione del DPCM 22 marzo 2020, si allega una tabella riassuntiva del “prima” e del “dopo”.

Si presti attenzione al fatto che la tabella allegata non riporta l’elenco di tutte le attività autorizzate, bensì evidenzia esclusivamente quelle che sono le variazioni dell’allegato 1 al DPCM 22 marzo 2020 rispetto alla prima formulazione:

Tabella_attivit_consentite

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Circolari Studio Tre-gi

DPCM 22/3/2020 ECCO CHI RIMANE APERTO

Il punto sulla proroga del versamento delle imposte.

Con il nuovo D.P.C.M DI viene imposta la chiusura di tutte le attività non considerate essenziali e strategiche.

Il decreto offre risposta certa ai molti imprenditori che richiedevano un termine di almeno 48/72 ore, prima della entrata in vigore della chiusura, per poter svolgere tutte le attività propedeutiche a sospendere le produzioni ed i lavori, nonché quelle necessarie alla interruzione dei servizi, consentendo anche al personale di recuperare i propri effetti personali.
Infatti all’art. 1 comma 4 viene posposta al 25 marzo l’entrata in vigore della chiusura per le attività escluse dalla lista, ivi “compresa la spedizione della merce in giacenza”, per consentire di completare “le attività necessarie alla sospensione”.

Il consiglio di stamattina, per le partite iva, è di:

– verificare se il codice Ateco dell’attività svolta sia compreso in quelli dell’elenco allegato al decreto (lista bianca delle attività consentite);
– solo dopo di rivolgersi ai propri professionisti, per cercare di capire se l’attività svolta può continuare o meno, e se rientra fra quelle considerate di filiera o meno, o se può rientrare in qualche altra situazione che ne possa evitare la chiusura;
– infine, una volta verificato che si deve sospendere l’attività, predisporre entro mercoledì tutto quello che è necessario per chiudere seppur provvisoriamente, fino al 3 aprile, almeno per ora;
– verificare il trattamento delle giacenze che non sarà possibile spedire ed i motivi di tale impossibilità.

In allegato: all. 1 DPCM 22/3/2020

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2020/03/22/76/sg/pdf

Circolari Studio Tre-gi

APPROFONDIMENTI DECRETO CURA ITALIA

Il punto sulla proroga del versamento delle imposte.

Decreto Fiscale CURA ITALIA: APPROFONDIMENTI

 

 Credito d’imposta per botteghe e negozi e 600 euro una tantum per gli autonomi

 600 euro agli autonomi – Precisiamo che l’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro è riservata ad autonomi,  liberi professionisti titolari di partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020 e dei lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla Gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria, che versano i contributi all’INPS.

  1. Per gli iscritti a Casse Previdenziali Private non è previsto alcuna indennità. Sarà discrezione delle singole Casse attuare provvedimenti in merito.

 Sospensione adempimenti

Cartelle esattoriali. Il decreto blocca tutti i termini dei versamenti dall’8.03.2020 al 31.05.2020 di cartelle esattoriali, accertamenti esecutivi di Entrate, Dogane e Monopoli, nonché degli avvisi di addebito degli enti previdenziali. I versamenti dovranno essere effettuati in un’unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione, ossia entro il 30.06.2020. Non sono sospesi al momento nè l’invio di AVVISI BONARI né la sospensione del versamento delle rate trimestrali.

 Per le PMI due vie per congelare finanziamenti e mutui

  1. Innanzi tutto il Governo ha disposto lo stop alle revoche degli affidamenti fino al 30 settembre 2020

Grazie al “Decreto Cura Italia” è operativo il meccanismo automatico per sospendere i canoni di leasing e i finanziamenti fino al 30 settembre 2020. E’ possibile chiedere anche solo la sospensione della quota capitale.

Le imprese potranno beneficare inoltre dell’irrevocabilità delle aperture di credito a revoca e dei prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29/02/2020 o se superiori a quella di pubblicazione del dl, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata.

L’applicazione della misura è condizionata alla presentazione di un’apposita comunicazione redatta dall’impresa e indirizzata alla Banca attestando la riduzione parziale o totale dell’attività in conseguenza all’epidemia di Coronavirus.

Unica condizione è che le posizioni debitorie non siano considerate deteriorate. La Banca o il Leasing non può opporsi.

  1. Possibilità di accedere alla “Moratoria 2019” entro il 31/12/2020

Questa possibilità è prevista in accordo con la Banca o il Leasing.

  1. Possibilità di sospendere fino a 12 mesi i finanziamenti a medio o lungo termine e i leasing.
  2. Allungamento dei mutui fino al 100% della durata residua e allungamento dei finanziamenti e breve termine fino a 270 giorni.

Circolari Studio Tre-gi

Coronavirus: DECRETO CURA ITALIA

Il punto sulla proroga del versamento delle imposte.

Decreto Fiscale CURA ITALIA:

 

  • Credito d’imposta per botteghe e negozi e 600 euro una tantum per gli autonomi

 

È finalmente pronto il tanto atteso Decreto Legge, la cui approvazione è stata rimandata di giorno in giorno dal Governo a causa del lungo articolato, contenente misure economiche destinate a famiglie, imprese e lavoratori per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19 che continua a farsi largo nel territorio nazionale.

Il Decreto “cura Italia”, che il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri, oltre a misure di potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale, contiene misure a sostegno del lavoro e ai lavoratori, con l’estensione degli ammortizzatori sociali per tutto il territorio, misure a sostegno della liquidità delle imprese e delle famiglie, tra cui la sospensione degli adempimenti sia fiscali che contributivi.

 

Credito d’imposta

Tra le tante misure di sostegno approvate rientra anche la concessione di un credito d’imposta, ai soggetti esercenti attività d’impresa, nella misura del 60 per cento dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale C/1, ovvero negozi e botteghe.

Per ovvie ragioni, il credito d’imposta non si applica ai soggetti esercenti le attività identificate come essenziali, tra cui farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari di prima necessità e dunque devono continuare ad offrire i propri servizi anche durante l’emergenza in atto.

La misura è utilizzabile, esclusivamente, in compensazione, utilizzando il Modello F24,

 

600 euro agli autonomi – In favore dei liberi professionisti titolari di partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020 e dei lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla Gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria, è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro. La medesima indennità è riconosciuta ai co.co.co. che svolgono attività in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche; essa viene erogata dall’Inps che provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa stabilito.

Lavoratori iscritti gestioni Ago – La stessa indennità sarà riconosciuta anche ai lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni CDCM, Artigiani, Commercianti non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria;

 

  • Il Covid-19 ridisegna lo scadenzario fiscale

 

Il decreto “Aiuta Italia” approvato dal CdM nelle prime ore pomeridiane del 16 marzo, composto da oltre 100 articoli, tenta di risollevare il Paese paralizzato dalla crisi scaturita dall’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Coronavirus, ma i cui effetti si protrarranno per un periodo di tempo ben più lungo. La stesura di questo contributo quindi, è basato sull’ultima bozza diffusa, ed potrebbe non corrispondere al testo definitivo.

In premessa, il Decreto dovrebbe prevedere proroghe differenziate per quanto riguarda i

versamenti a seconda di:

  • Settore di attività
  • Volume d’affari
  • Tipologia di tributi

Diverso, invece, è l’aspetto connesso agli adempimenti da cui non discende un versamento, per i quali la proroga pare essere generalizzata.

 

Versamenti scadenti il 16 marzo Rimessione in termini

Tutti i versamenti nei confronti delle pubbliche amministrazioni, inclusi quelli relativi ai contributi previdenziali ed assistenziali ed ai premi per l’assicurazione obbligatoria, in scadenza il 16 marzo 2020 sono prorogati al 20 marzo 2020.

In sintesi: quattro giorni di proroga indistinta, per tutti i contribuenti, per tutti i versamenti.

 

Sospensione di alcuni versamenti in base al fatturato, fino al 31 marzo

Indipendentemente dal settore di attività, i soggetti che nel periodo d’imposta precedente alla data di entrata in vigore del decreto hanno conseguito ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro possono giovarsi della sospensione dall’8 al 31 marzo, dei versamenti relativi a:

  1. a) ritenute alla fonte su redditi di lavoro dipendente ed assimilato e relative addizionali.
  2. b) IVA;
  3. c) contributi previdenziali e assistenziali e premi per l’assicurazione obbligatoria.

 

I versamenti sospesi dovranno essere effettuati in soluzione unica entro il 31 maggio 2020, oppure in 5 rate mensili di pari importo a partire dal 31 maggio.

 

Sospensione adempimenti

Dichiarazione iva. Sono rinviati al 30.06.2020 tutti gli adempimenti tributari, diversi dai versamenti e diversi dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, scadenti dal 8.3.2020 al 31.05.2020, come ad esempio la dichiarazione annuale Iva.

Dichiarazione precompilata. Le sole comunicazioni da inviare entro il 31.03.2020 saranno quelle legate alla dichiarazione precompilata da parte dei soggetti che devono comunicare i dati degli oneri detraibili.

Proroga termini approvazione bilanci. Tutte le società di capitali potranno convocare l’assemblea di approvazione del bilancio entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio, ossia rinviare fino al 30.06.2020 l’approvazione del bilancio 2019. I soci potranno intervenire in assemblea ed esprimere il proprio voto con modalità telematiche, anche in deroga alle disposizioni statutarie. Inoltre, le Srl potranno consentire l’espressione del voto tramite consultazione scritta o consenso espresso per iscritto

Cartelle esattoriali. Il decreto blocca tutti i termini dei versamenti dall’8.03.2020 al 31.05.2020 di cartelle esattoriali, accertamenti esecutivi di Entrate, Dogane e Monopoli, nonché degli avvisi di addebito degli enti previdenziali. I versamenti dovranno essere effettuati in un’unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione, ossia entro il 30.06.2020.

Controlli fiscali. E’ prevista la sospensione dei termini delle attività di controllo (salvo quanto previsto in relazione alla liquidazione delle imposte e al controllo formale), di accertamento, di riscossione e di contenzioso, ma solo da parte degli uffici impositori.

 

Non prorogate le CU e le comunicazioni propedeutiche alla dichiarazione precompilata

La sospensione degli adempimenti trova una espressa eccezione nelle comunicazioni necessarie alla predisposizione della dichiarazione precompilata, per i quali restano fermi i termini differiti già stabiliti dal D.L. 9/2020.

Pertanto, entro il 31 marzo dovranno essere comunque trasmesse le CU relative ai redditi dichiarabili nella precompilata, nonché le altre comunicazioni originariamente scadenti il 28 febbraio, quali la comunicazione asili nido e la comunicazione spese funebri.

 

Ulteriori differimentiAnche le comunicazioni inerenti la gestione dei rifiuti (es. MUD) dovrebbero slittare al 30 giugno.

 

Sospeso il decorso dei termini La disposizione in commento chiarisce, rispetto alla originaria formulazione dell’articolo 1, comma 2, del decreto-legge n. 11 del 2020, che, salvo le eccezioni previste al comma 3 del medesimo articolo (cause di competenza del tribunale per i minorenni, procedimenti di convalida dell’arresto o del fermo ecc.) la sospensione dei termini, riguarda qualsiasi atto del procedimento (e non meramente del processo), essa si estende quindi anche ai termini stabiliti per la fase delle indagini preliminari, per la proposizione degli atti introduttivi del giudizio (ricorso in primo grado) e del procedimento esecutivo, per le impugnazioni (appello) e, in genere, riguarda tutti i termini procedurali inclusi quelli afferenti i procedimenti esecutivi e concorsuali.

Viene puntualizzato che ove il decorso del termine abbia inizio durante il periodo di sospensione, l’inizio stesso è differito alla fine di detto periodo. Inoltre laddove il termine è computato a ritroso e ricade in tutto o in parte nel periodo di sospensione, è differita l’udienza o l’attività da cui decorre il termine in modo da consentirne il rispetto.

In tal modo la norma fornisce utili chiarimenti in merito a dei dubbi applicativi sollevati dal precedente decreto. Quanto detto si applica anche al processo tributario.

 

  • Permessi 104: estesi a 12 giorni per effetto del Decreto Coronavirus

I lavoratori dipendenti affetti da disabilità grave e i familiari che li assistono hanno, normalmente, diritto alla fruizione di tre giorni di permesso mensile retribuito, coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera continuativa, in base alle disposizioni normative contenute nell’art. 33 comma 3 della Legge 104/1992.

Quindi da 3 giorni si passa a 12 giorni.

Circolari Studio Tre-gi

Coronavirus: disposta la chiusura delle attività commerciali non essenziali

Il punto sulla proroga del versamento delle imposte.
Disposizioni per le attività commerciali al dettaglio

Il DPCM 11.3.2020 sospende le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità individuate nell’allegato 1 (sotto riportato integralmente), sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali, purché sia consentito l’accesso alle sole predette attività.

 

ATTIVITÀ DI VENDITA DI GENERI ALIMENTARI E DI PRIMA NECESSITÀ INDIVIDUATE NELL’ALLEGATO 1 (che possono rimanere aperte)
Ipermercati
Supermercati
Discount di alimentari
Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari
Commercio al dettaglio di prodotti surgelati
Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici
Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2)
Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati
Commercio al dettaglio apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4)
Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico
Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari
Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione
Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici
Farmacie
Commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica
Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati
Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l’igiene personale
Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici
Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia
Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento
Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini
Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet
Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione
Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio, telefono
Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici

 

Il DPCM dispone, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, la chiusura di mercati, SALVO LE ATTIVITÀ DIRETTE ALLA VENDITA DI SOLI GENERI ALIMENTARI, mentre possono restare aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie, le parafarmacie, PURCHÉ SIA IN OGNI CASO GARANTITA LA DISTANZA DI SICUREZZA INTERPERSONALE DI UN METRO.

 

Disposizioni per le attività dei servizi di ristorazione

Il DPCM 11.3.2020 dispone la Sospensione Delle Attività Dei Servizi Di Ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, CHE GARANTISCONO LA DISTANZA DI SICUREZZA INTERPERSONALE DI UN METRO.

 

Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività’ di confezionamento che di trasporto.

 

Restano, altresì aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo la rete stradale, autostradale e all’interno delle stazioni ferroviarie, aeroportuali, lacustri e negli ospedali GARANTENDO LA DISTANZA DI SICUREZZA INTERPERSONALE DI UN METRO.

 

Disposizioni per le attività inerenti i servizi alla persona

Il DPCM 11.3.2020 dispone la sospensione delle attività inerenti i servizi alla persona (fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti) diverse da quelle individuate nell’allegato 2.

 

ATTIVITÀ INERENTI I SERVIZI ALLA PERSONA INDIVIDUATE NELL’ALLEGATO 2

(CHE POSSONO RIMANERE APERTE)

Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia
Attività delle lavanderie industriali
Altre lavanderie, tintorie
Servizi di pompe funebri e attività connesse

 

Altri servizi garantiti

Restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie:

  • i servizi bancari, finanziari, assicurativi
  • l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi.
  • attività alberghiera

 

Servizi di trasporto pubblico

Viene data facoltà ai presidenti delle regioni di disporre la programmazione del servizio erogato dalle Aziende del Trasporto pubblico locale, anche non di linea, finalizzata alla riduzione e alla soppressione dei servizi in relazione agli interventi sanitari necessari per contenere l’emergenza coronavirus sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali.

 

È stato altresì previsto che il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro della salute, possa disporre, al fine di contenere l’emergenza sanitaria da coronavirus, la programmazione con riduzione e soppressione dei servizi automobilistici interregionali e di trasporto ferroviario, aereo e marittimo, sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali.

 

Raccomandazioni per le attività produttive e attività professionali

In ordine alle attività produttive e alle attività professionali, il DPCM. 11.3.2020 raccomanda che:

  • sia attuato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
  • siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
  • siano sospese le attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione;
  • siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
  • siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali.

 

Per le sole attività produttive si raccomanda altresì che siano limitati al massimo gli spostamenti all’interno dei siti e contingentato l’accesso agli spazi comuni.

 

Decorrenza e durata delle suddette disposizioni

Le disposizioni del DPCM producono effetto – SU TUTTO IL TERRIORIO NAZIONALE – dalla DATA DEL 12 MARZO 2020 e SONO EFFICACI FINO AL 25 MARZO 2020.

Circolari Studio Tre-gi

Manovra 2020: detrazioni fiscali solo con pagamenti tracciati

Il punto sulla proroga del versamento delle imposte.

Dal 2020 le spese che danno luogo allo sconto fiscale del 19% nella dichiarazione dei redditi, che si presenterà nel 2021, non potranno più essere effettuate con l’utilizzo del contante, pena la perdita della detrazione stessa. A stabilirlo, il comma 679 dell’articolo 1 della legge di Bilancio (legge n. 160/2019).

L’obbligo di pagamento con strumenti tracciabili non è previsto per i farmaci, i dispositivi medici o le protesi e per le spese mediche presso strutture pubbliche e quelle private “convenzionate” con il Servizio Sanitario Nazionale, mentre sarà requisito di validità per le strutture private non convenzionate .

Si  allega circolare Studio.

Si porgono Cordiali saluti.

Manovra 2020… detrazioni fiscali solo con pagamenti tracciati

Circolari Studio Tre-gi

TABELLO ACI 2020

Il punto sulla proroga del versamento delle imposte.

Tabelle ACI 2020: fringe benefit

Allegati

Comunicato AE 31 dicembre-2019-n.-30

Nella Gazzetta Ufficiale n. 305 del 31 dicembre 2019 (supp. ord. n. 47) sono state pubblicate le “Tabelle nazionali dei costi chilometrici di esercizio di autovetture e motocicli elaborate dall’ACI” per l’anno 2020.

Con riferimento ai veicoli di proprietà aziendale concessi ad uso promiscuo (aziendale e privato) ai lavoratori si applica la quinta colonna delle Tabelle ACI, relativa ai fringe benefit.

A seguito delle modifiche introdotte dalla legge di bilancio 2020, gli importi definiti nelle Tabelle ACI per la determinazione del fringe benefit 2020 sono divisi in due periodi:

uno valido fino al 30 giugno 2020;

l’altro dal 1° luglio 2020.

Per i veicoli concessi fino al 30 giugno 2020, il calcolo è effettuato in misura forfetaria, assumendo il 30% dell’importo corrispondente a una percorrenza annua convenzionale di 15.000 chilometri, sulla base del costo chilometrico di esercizio indicato nella quarta colonna delle Tabelle ACI.

Per i veicoli concessi dal 1° luglio 2020 di nuova immatricolazione, per il calcolo forfetario sono previste 4 diverse percentuali dell’importo corrispondente a una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri, a seconda del livello di emissioni di CO2 (nuovo art. 51 c. 4 lett. a TUIR, sostituito dall’art. 1 c. 632 L. 160/2019).

Nello specifico:

– per veicoli con valori di emissione non superiori a 60 g/km, 25% dell’importo;

– per veicoli con valori di emissione tra 61 g/km e 161 g/km, 30% dell’importo;

– per veicoli con valori di emissione tra 161 g/km e 190 g/km, 40% dell’importo per il 2020 e 50% dal 2021;

– per veicoli con valori di emissione superiori a 191 g/km, 50%dell’importo per il 2020 e 60% dal 2021.

Ai fini del calcolo, sono da conteggiare i giorni per i quali il veicolo è assegnato ad uso promiscuo al lavoratore, a prescindere dal suo effettivo utilizzo.

L’importo risultante va considerato al netto degli importi, comprensivi di IVA, eventualmente trattenuti al lavoratore (o da questo corrisposti). Se la trattenuta (o il corrispettivo) è superiore all’importo forfetario derivante dalle tabelle ACI, nessun ammontare va tassato per l’utilizzo del mezzo.

 

Circolari Studio Tre-gi

Novità Dichiarazioni d’intento 2020

Il punto sulla proroga del versamento delle imposte.

Come anticipato, a partire dal prossimo 1° gennaio 2020 l’obbligo di consegnare al fornitore la copia della dichiarazione d’intento, unitamente alla copia della ricevuta telematica, è stato soppresso. Tuttavia, a fronte di tale soppressione l’articolo 12-septies D.L. 34/2019 prevede quanto segue:

 – nelle fatture emesse o nelle dichiarazioni doganali devono essere indicati gli estremi del protocollo di ricezione della dichiarazione di intento;

– sono soppressi alcuni adempimenti relativi all’emissione e al ricevimento delle dichiarazioni di intento (ad esempio, la numerazione progressiva e l’annotazione in apposito registro);

sono state inasprite le sanzioni in capo al fornitore che effettua operazioni in regime di non imponibilità Iva, senza aver prima riscontrato telematicamente l’avvenuta presentazione della dichiarazione di intento all’Agenzia.

In relazione alla dichiarazione d’intento, anche per il futuro resta fermo l’obbligo di redigere la stessa con il modello conforme (quello da sempre utilizzato) e inviare telematicamente la stessa all’Agenzia delle entrate.

Tuttavia, non sarà più previsto l’obbligo di consegna della dichiarazione, unitamente alla copia della ricevuta telematica al fornitore, il quale sarà comunque tenuto ad indicare nella fattura gli estremi del protocollo della dichiarazione d’intento.

Ciò significa che l’esportatore abituale sarà comunque tenuto a comunicare l’avvenuta presentazione della dichiarazione al proprio fornitore, ma potrà farlo anche con mezzi “informali” (ad esempio via mail).

Sul punto va segnalato che resta fermo l’obbligo, in capo al fornitore, di effettuare il cd. “riscontro telematico”, e che in caso di omesso adempimento non è più applicabile la sanzione fissa (da 250 euro a 2.000 euro), bensì quella proporzionale dal 100% al 200% dell’imposta non applicata (articolo 12-septies D.L. 34/2019).

Tale ultimo aspetto sembra andare in direzione opposta alla volontà del legislatore di “semplificare” la procedura dell’acquisto senza imposta da parte dell’esportatore abituale con l’utilizzo del plafond, poiché, se da un lato non si obbliga più quest’ultimo soggetto all’invio della copia della dichiarazione d’intento, dall’altro si responsabilizza il fornitore laddove non proceda al riscontro telematico.

Il fornitore avrà tutto l’interesse di tutelare la propria posizione e di chiedere copia dei documenti al fine di poter eseguire il riscontro nelle modalità più corrette.

Circolari Studio Tre-gi

Novità Decreto Fiscale 2020

Il punto sulla proroga del versamento delle imposte.

Si avvisa la gentile clientela che con l’approvazione in Senato è giunto al termine la conversione in legge del decreto fiscale 2020 collegato alla legge di bilancio.

Sperando di farVi cosa gradita, si allega circolare Studio con le principali novità.

Con l’occasione si porgono Cordiali saluti.

Circolare Novità Decreto Fiscale 2020

Circolari Studio Tre-gi

Chiusura Festività Natalizie

Buon Natale e Buon 2020 a tutti!

Chiusura Festività Natalizie 

Lo studio rimarrà chiuso per le vacanze dal 24 Dicembre al 1 Gennaio 2020 compresi.

Auguriamo a tutti Buone Feste